L’antibiotico resistenza è un tema centrale nelle politiche sanitarie e un filo rosso che lega la salute dell’uomo, la sicurezza alimentare e il benessere animale. Un problema complesso, per la cui limitazione è necessaria una visione olistica, secondo il ben noto concetto di One Health, l’approccio multidisciplinare che si basa sul riconoscimento che la salute umana, quella animale e la salute dell’ecosistema sono legate indissolubilmente. 

Il buon nome dei nostri prodotti è messo a rischio da una moltitudine di falsi e violazioni. Fondamentale rafforzare i controlli per difendere un Made In Italy che, nel mondo, vale oltre 100 miliardi di euro. 

Un sistema per industrie alimentari e grandi catene di distribuzione capace di rintracciare in tempo reale contaminanti su campioni di cibo non trattati, che in futuro potrebbe essere disponibile anche nei punti vendita.

La quarta edizione del convegno tecnico-scientifico "I metodi rapidi per le analisi nella sicurezza alimentare: risvolti applicativi e normativi", dedicato alle analisi chimiche e microbiologiche negli alimenti e negli ambienti di lavoro, si terrà in modalità web conference. Anche per questa edizione la rivista Produzione & Igiene Alimenti sarà media-partner.

Possiamo pensare che l’automazione di alcune operazioni e tecniche analitiche si diffonda anche nell’industria alimentare, che si tratti di un laboratorio di servizio per l’industria o di un laboratorio all’interno di un’industria alimentare e mangimistica?

Abbiamo chiesto a Valentina Tepedino, veterinaria specializzata nei prodotti ittici, referente SIMeVeP (Società Italiana di medicina Veterinaria Preventiva), dell’Associazione Donne Medico Veterinario e direttrice del periodico Eurofishmarket quali sono le prospettive di crescita del comparto ittico nazionale.

La filiera di produzione degli alimenti per animali domestici ricade nell’ambito normativo della produzione di mangimi con l’utilizzo dei materiali classificati in Categoria 3 (Reg. CE n. 1069/2009, ex 1774/2002).