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Un prototipo di trappola in grado di difendere l’olivo da questo insetto, considerato la minaccia più grave per questa pianta.

Adoperata da anni con successo in ambito agronomico, la tecnica cdella lotta biologica si basa su un semplice concetto, cioè quello di potenziare (per mezzo di introduzioni più o meno attive a seconda del metodo adottato) il numero di parassitoidi e predatori già presenti in natura e negli ambienti di riferimento.

Nel contesto delle industrie alimentari, per "derattizzare" non è sufficiente impiegare esclusivamente dispositivi di cattura o esche rodenticide per raggiungere il risultato: è fondamentale, invece, interpretare l’ambiente operativo, valutare i rischi, conoscere con accuratezza il proprio target e attuare misure di prevenzione efficaci.

Le caratteristiche ambientali, costruttive e logistico-organizzativo proprie della GDO non giocano a favore della prevenzione in quanto ambienti ampi, climaticamente favorevoli e dotati di ampie aperture agevolano notevolmente la circolazione delle mosche.

I comuni “pesciolini d’argento” fanno parte della Famiglia dei Lepismatidi: si tratta di un appellativo abbastanza esplicativo della colorazione del corpo, coperto di squame dal colore argenteo o chiaro, ma anche dei movimenti rapidi di questi insetti, simili a quelli di piccoli pesci in acqua. Nell’industria alimentare, in virtù della loro predilezione per la carta, possono attaccare gli imballaggi.

La professionalità delle aziende di servizio operanti nel settore della disinfestazione, derattizzazione e disinfezione è un requisito fondamentale per le attività di prevenzione, di monitoraggio e di lotta agli infestanti.

 Ad oggi, il principale riferimento volontario per la qualifica della professionalità e dei requisiti del “Disinfestatore Professionale” è la norma UNI EN 16636:2015 “Servizi di gestione e controllo delle infestazioni (pest management) - requisiti e competenze”.