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Particolarmente adatti a conservare per lunghi periodi di tempo prodotti alimentari, gli imballaggi realizzati in acciaio (banda stagnata e lamierino sottile) e in alluminio sono stati tra le poche tipologie di confezionamento a registrare rispettivamente risultati positivi o stabili perfino nel 2020, confermando nel 2021 un andamento tendenziale in crescita. In base alle prime analisi, la categoria chiude infatti con una produzione in crescita del 4,6% circa, con 850 t/000 prodotte. Il commercio estero vede una nettissima ripresa delle importazioni (+15,6%) mentre l’export cresce del +3,9%.

A casa e fuori casa i surgelati fanno parte delle abitudini alimentari degli italiani. Un mercato con un valore che, all’ultima rilevazione, oscillava fra i 4,4 e 4,7 miliardi di euro, buona parte proveniente dalle vendite nel Retail (68,5%). Ben 9 italiani su 10 dichiarano di utilizzare in cucina prodotti e ingredienti surgelati.

È ormai più di un anno che gli operatori hanno a che fare con l’etichettatura ambientale degli imballaggi introdotta con il decreto legislativo n. 116 del 3 settembre 2020 che, come ormai è noto a tutti, dispone che tutti gli imballaggi siano “opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI applicabili e in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell’Unione Europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballaggi. I produttori hanno, altresì, l’obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell’imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione.”

Corepla, il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli imballaggi in plastica, e CSI S.p.A, società del Gruppo IMQ, organismo di valutazione della conformità su prodotti, materiali, processi, servizi e impianti, hanno sottoscritto un accordo per l’avvio di una collaborazione finalizzata a migliorare la riciclabilità e il recupero di imballaggi e prodotti in plastica. Il progetto prevede la nascita, entro fine anno, di un laboratorio di prova in grado di valutare la selezionabilità e la riciclabilità dei diversi materiali plastici. 

La tavola rotonda “Innovazione e sostenibilità del Packaging nella produzione primaria” è un confronto a più voci per un futuro sostenibile 4.0 nato dall’iniziativa del dott. Stefano Restuccia, Presidente O.P. Red Co. P. di catania, coordinato e moderato dai professori avv. Andrea Vitale e ing. Riccardo Guidetti dell’Università degli Studi di Milano. Le personalità intervenute hanno messo in luce difficoltà, dubbi e sfide da condividere con stakeholders (produttori di macchine e imballaggi, grande distribuzione organizzata) e il mondo accademico, al fine di definire le giuste strategie da intraprendere per rispondere alla nuova politica economica di sviluppo sostenibile all’interno dell’Unione Europea, di riduzione e razionalizzazione dell’utilizzo e della gestione della plastica (Plastic Waste Free).

Il settore delle macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio festeggia il record all time: nel 2021 infatti, il comparto ha registrato un fatturato totale pari a 8,24 miliardi, infrangendo il precedente record del 2019 di 8,04 miliardi.

I coating edibili sono rivestimenti trasparenti costituiti da polisaccaridi, proteine, e/o sostanze lipidiche, realizzate direttamente sugli alimenti per creare una barriera invisibile, inodore e insapore in grado di prolungare la vita commerciale dei prodotti.

Studiati per la prima volta dall’Università di Firenze gli effetti dell’esposizione al polietilene sulla sopravvivenza e il comportamento degli insetti impollinatori.

Durante l’evento “L’innovazione sostenibile” tenutosi a Ipack-Ima, la Fondazione Carta Etica del Packaging ha presentato il suo nuovo innovativo algoritmo e le Linee Guida. Con la conduzione di Federica Gentile, Anna Paola Cavanna, Presidente Istituto Italiano Imballaggio e Fondazione Carta etica del Packaging, insieme a Michele Milan, ingegnere ambientale, Commissione Sostenibilità, spiegano di cosa si tratta.

Confezionamenti a base di alghe marine, sacchetti biodegradabili prodotti con la fecola di patate: soluzioni innovative create per diminuire la quantità di rifiuti alimentari ridurre al contempo la nostra dipendenza dalla plastica esistono già. Come può tuttavia un’azienda decidere quale sia l’imballaggio che si adatterà meglio al proprio prodotto?

Con l’aumento della domanda di alimenti prodotti in modo responsabile, la sostenibilità degli imballaggi in plastica, ad esempio, è stata messa in discussione a seguito della vasta dispersione in corsi d’acqua, mari e oceani. Tuttavia, la plastica gioca un ruolo importantissimo nell’impedire che gli alimenti vengano sprecati; proteggendolo durante i lunghi viaggi, incrementando la durata di conservazione e aiutando i consumatori a vedere esattamente cosa stanno acquistando.