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Metodi matematici e scansioni permettono di prevedere la quantità di succo presente nelle arance, evitando di distruggerne una grande quantità per definire questo parametro.

Il progressivo sviluppo che ha caratterizzato il comparto lattiero caseario nazionale negli ultimi anni è senz’altro da attribuirsi alle performance dell’export, e solo in misura minore al mercato interno da tempo poco dinamico. Nel 2021 le vendite sui mercati esteri hanno raggiunto i 3,9 miliardi di euro rappresentando ormai un quarto del valore della produzione. Il saldo commerciale ampiamente positivo ha sfiorato nell’ultimo anno i 900 milioni di euro, mentre fino al 2018 l’Italia versava in saldo negativo, fortemente deficitario per decenni. Le esportazioni godono degli elevati standard qualitativi garantiti dalle aziende nazionali e dell’appeal dei prodotti Made in Italy.

Dal 24 al 26 maggio 2022 si terrà il primo convegno digitale del comparto lattiero caseario italiano, sui temi attuali della transizione economica, digitale ed ecologica. 60 esperti saranno impegnati in 12 sessioni, suddivise in 3 giorni per analizzare le novità del settore e le tematiche di maggior interesse.

La pandemia non ha fermato la crescita della Mozzarella di Bufala Campana DOP che nel 2021 supera i 54 milioni di chilogrammi di produzione certificata, registrando così un aumento del 7% rispetto all’anno precedente e di ben il 22% in più di quanto prodotto cinque anni prima (rispetto a una crescita complessiva dell’intero comparto dei formaggi DOP italiani pari a meno della metà, +10%).

La Scuola Casearia, sede coordinata dell’Istituto di Istruzione Superiore “Stanga” di Cremona, è presente a Pandino (CR) dal 1954 ed è parte di una istituzione scolastica altamente complessa, che riunisce le scuole di agraria del cremonese e del cremasco e vanta la presenza di due aziende agrarie e di un caseificio. 

Si è tenuta a Reggio Emilia, presso la sede del Consorzio Parmigiano Reggiano, la conferenza stampa di presentazione dei risultati del progetto “benessere animale”, mirato ad aumentare la qualità della vita delle bovine che contribuiscono alla produzione lattiero-casearia, incentivando e responsabilizzando gli agricoltori. Hanno partecipato, oltre al presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli, gli assessori regionali Alessio Mammi (Emilia-Romagna) e Fabio Rolfi (Lombardia).

In attività dal 1975, il caseificio F.lli Starace lavora latte vaccino a crudo per la produzione di formaggi tipici della Regione Campania. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Achille De Luca, ingegnere informatico per (prima) scelta e imprenditore caseario per tradizione e curiosità. L’uomo che da 31 anni “sussura ai Caciocavalli” ci ha raccontato come ha costruito la sua professione e anche il successo della piccola azienda di famiglia tra tradizione e rinnovamento, curiosità e condivisione del sapere.

Un micro-transponder p-Chip, più piccolo di un grano di sale ed altamente resistente, integrato nell’etichetta di Caseina garantirà l’autenticità e tracciabilità. La nuova tecnologia digitale fornirà una garanzia in più sull’autenticità del prodotto nell’interesse dei produttori, di tutta la catena distributiva e del consumatore finale.

La produzione del formaggio “Stelvio o Stilfser” storicamente è identificabile a partire dal 1914, dove in alcuni documenti del caseificio di Stilf (Stelvio) si parla della produzione di questo formaggio. Tracce dell’utilizzo dello Stelvio presso la popolazione contadina e non risalgono già a secoli prima. Questo formaggio ha rappresentato per la prima metà del XX secolo il nutrimento della povera gente, mentre successivamente e fino ai giorni nostri grazie alla costituzione delle cooperative dei produttori e trasformatori di latte è stato creato un indotto economico e sociale che ha permesso di creare una realtà produttiva significativa sia economicamente che socialmente per il territorio altoatesino. 

La scheda informativa IDF 21/2021 “IDF Factsheet 21/2021 Executive Summary of IDF Country Update”, pubblicata lo scorso dicembre, si è occupata di diverse tematiche: la produzione di latte, il mercato, il marketing e i prezzi dei prodotti lattiero-caseari e di quelli alla stalla, le prospettive future, il benessere animale, alimentazione e salute. I membri dello Standing Committee on Dairy Policy and Economics e dello Standing Committee on Marketing dell’IDF hanno esaminato i risultati e le condizioni di mercato aggiornati in 18 Paesi durante gli ultimi sei mesi del 2021: Australia, Belgio, Brasile, Canada, Danimarca, Francia, Germania, India, Irlanda, Israele, Giappone, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Russia, Sud Africa, Svizzera, Stati Uniti.

Il comparto lattiero caseario nazionale, nel suo complesso, ha dimostrato durante l’emergenza sanitaria di essere dotato di resilienza e dinamicità, reggendo l’impatto della pandemia e assicurando ai consumatori prodotti sani, sicuri e nutrienti. La produzione del lattiero caseario, primo settore alimentare italiano, nel 2020 ha registrato solo un lieve calo del fatturato settoriale (-0,7%) mentre il preconsuntivo 2021 denota una buona crescita (stimata intorno al 4,3% rispetto al 2020), con valori che dovrebbero attestarsi sui 15,9 Miliardi di euro.