2021 e 2022 vedranno una ripresa del settore, dopo la flessione registrata nell'anno della pandemia.

Il rivestimento di carte alimentari con biopolimeri rappresenta una strategia promettente nel solco dell’innovazione sostenibile.

In caso di richiamo, le aziende devono sapere esattamente quali prodotti hanno consegnato e a chi.

Il ministero della Transizione ecologica è intervenuto recentemente con la circolare del 17 maggio 2021 in merito all’obbligo di etichettatura degli imballaggi, previsto dall’art. 219 del Testo unico ambientale. In particolare l’obbligo ricade sui produttori ma anche sugli utilizzatori degli imballaggi, al fine di assicurare un'adeguata e idonea informazione ambientale. 

Sono svariate le applicazioni dei gas nel mondo alimentare, con una storicità iniziale legata a utilizzi di base che si è evoluta presto per l’avvento di nuove tecnologie.

Il progetto MultiBioCoat, dedicato al food packaging ecosostenibile, è stato premiato a UniMi Innova, il primo hub dell’innovazione targato Università degli Studi di Milano.

Numerosi i materiali innovativi oggetto di studio per ridurre sempre di più l'impatto ambientale. In Italia, per ora, l'attenzione si concentra soprattutto su carta e plastica riciclata. 

Il blocco Ue alla plastica monouso colpisce in modo indiscriminato anche le plastiche biodegradabili e i contenitori di carta per liquidi.

I vasetti della gamma Yomo Intero di Granarolo diventano in carta 100% riciclabile.

Abbiamo chiesto a Luca Ruini, presidente di CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, quale futuro prevede per gli imballaggi alimentari e quale sarà il ruolo del Consorzio. 

Entro il 2022 l'UE dovrà decidere un modello unico di etichetta nutrizionale da adottare in tutti i Paesi membri. Germania, Francia e Belgio hanno già adottato il Nutriscore, progetto al quale l'Italia è contraria, giudicandolo penalizzante per l'export dei propri prodotti.