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Negli ultimi anni, l’aumento della domanda di birra artigianale ha richiesto lo sviluppo di tecnologie di produzione innovative al fine di ottenere nuove tipologie di birra caratterizzate da proprietà sensoriali peculiari. Al fine di raggiungere tale obiettivo, l’impiego di nuovi ceppi di microrganismi fermentativi o l’aggiunta di altri ingredienti che possano conferire al prodotto proprietà sensoriali peculiari e uniche, possono rappresentare un punto di forza nel mercato delle birre artigianali. Un ruolo centrale è quindi da attribuire non solo alla specie di lievito impiegato, come Saccharomyces cerevisiae, ma soprattutto al singolo ceppo. 

Il Senato ha approvato l’emendamento alla Legge di Bilancio per il sostegno al comparto della birra; sconto fino al 50% per chi produce sino a 10mila ettolitri, 30% per chi produce fino a 30mila ettolitri, e 20% di sconto per chi ne produce fino a 60mila.

Un’ulteriore barriera è stata infranta nel mondo birrario: il birrificio olandese De Koningshoeven (La Trappe) ha commercializzato una birra trappista analcolica. 

Il segmento vini e spiriti sta andando meglio (+5%) rispetto all’intero mercato dei consumi fuori casa, grazie al traino della stagione estiva;  sono 170 milioni gli aperitivi consumati, e 101 milioni i cocktail.

Presentato, insieme ad un migliaio di agricoltori, un atto di opposizione alla domanda di registrazione della menzione croata Prošek pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.

Grazie alla realtà aumentata, è in arrivo una soluzione in grado di offrire consigli personalizzati agli utenti che hanno intenzione di acquistare una bottiglia di vino.

La birra artigianale italiana ha ormai superato i 25 anni di età, ed è oggi sulla bocca di tutti. Eppure, essa rimane una nicchia, una bevanda per pochi, confinata perlopiù nei locali specializzati e quasi assente dalla maggioranza delle opportunità di consumo.

Diversi Paesi, tra i quali l'Italia, sono stati penalizzati da condizioni climatiche sfavorevoli. Nonostante un calo di produzione del 9% rispetto al 2020, il nostro Paese resta però, con i suoi 44,5 milioni di ettolitri, il primo produttore globale.

I cambiamenti climatici impattano anche sulla geografia dei produttori di caffè. Un avvenimento unico per il nostro Paese, che risulta essere quello più a nord tra i produttori.

Firmato l'accordo tra Assobibe e Ministero della Salute, all'insegna del consumo consapevole e della riduzione dell'offerta calorica.

Non solo carne: ora in vitro si produce anche il caffè. Il prodotto, frutto del lavoro del VTT Technical Research Centre of Finland, è ancora in fase sperimentale, ma è già bevibile.