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L’area bevande, compresa l’acqua minerale, vede una ripresa in termini di volumi pari all’1%. Decisamente migliore il trend riferito al fatturato, che cresce dell’11% grazie alla ripresa, seppur parziale, dei consumi di bevande di fascia di prezzo più alta, ma soprattutto grazie alla risalita delle esportazioni, che nel 2020 erano calate. Gli incrementi si sono “spalmati” nell’arco dell’anno, con una concentrazione maggiore nel periodo estivo e sul finire del 2021.

Il 2021 della birra in Italia si presenta come un anno di luci e ombre. Il comparto birrario italiano, infatti, sta tornando a crescere con risultati positivi sul fronte della produzione, dei consumi e dell’export che si riavvicinano, e in alcuni casi superano, i livelli del 2019.  Questa ripresa deve però fare i conti con il peso dei rincari di materie prime e dei costi energetici che hanno iniziato il loro percorso di aumento proprio nell’estate del 2021.

Acqua Sant’Anna, il più grosso produttore europeo di acque oligominerali – un miliardo e mezzo di bottiglie all’anno – ha fermato le linee di produzione dei prodotti gassati per mancanza di anidride carbonica.

È stata raggiunta l’intesa in Conferenza Stato-Regioni sul decreto proposto dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Stefano Patuanelli, che concede una maggiore flessibilità nella gestione dei progetti di promozione dell’OCM vino in Russia, Bielorussia, Ucraina e Cina per il 2021-2022.

“L’intera filiera brassicola conferma la preoccupazione già anticipata nei mesi scorsi per i rincari delle materie prime e delle utility, una vera tempesta dei costi che intacca la redditività delle imprese e rischia di comprometterne la crescita” ad affermarlo è Alfredo Pratolongo, Presidente di AssoBirra, l’associazione di Confindustria rappresentativa del comparto della birra e del malto in Italia. 

Nel 2022 ricavi previsti in crescita del 6,3% sul 2019, contro il 3,7% della media nazionale. Performance migliori per prima trasformazione e distribuzione, in ripresa le bevande dopo lo shock Covid. Il processo di transizione ecologica porterà però fuori dal mercato molte piccole imprese e aprirà una nuova stagione di acquisizioni. Per la riconversione si stima un potenziale di 1,2 miliardi di investimenti.

È da diverso tempo che la ricerca applicativa nel mondo alimentare prova a migliorare il rapporto esistente tra un corretto regime nutrizionale e la salute dell’uomo. L’obiettivo è far in sì che nel prodotto finito si possano concentrare naturalmente sostanze bioattive presenti nelle materie prime, ma che potrebbero venire perse nei residui o nei sottoprodotti quando si applicano tecnologie convenzionali.

Negli ultimi anni, l’aumento della domanda di birra artigianale ha richiesto lo sviluppo di tecnologie di produzione innovative al fine di ottenere nuove tipologie di birra caratterizzate da proprietà sensoriali peculiari. Al fine di raggiungere tale obiettivo, l’impiego di nuovi ceppi di microrganismi fermentativi o l’aggiunta di altri ingredienti che possano conferire al prodotto proprietà sensoriali peculiari e uniche, possono rappresentare un punto di forza nel mercato delle birre artigianali. Un ruolo centrale è quindi da attribuire non solo alla specie di lievito impiegato, come Saccharomyces cerevisiae, ma soprattutto al singolo ceppo. 

Il Senato ha approvato l’emendamento alla Legge di Bilancio per il sostegno al comparto della birra; sconto fino al 50% per chi produce sino a 10mila ettolitri, 30% per chi produce fino a 30mila ettolitri, e 20% di sconto per chi ne produce fino a 60mila.

Un’ulteriore barriera è stata infranta nel mondo birrario: il birrificio olandese De Koningshoeven (La Trappe) ha commercializzato una birra trappista analcolica. 

Il segmento vini e spiriti sta andando meglio (+5%) rispetto all’intero mercato dei consumi fuori casa, grazie al traino della stagione estiva;  sono 170 milioni gli aperitivi consumati, e 101 milioni i cocktail.