Si è presentata a Bruxelles con l’acronimo è EVA (European Vinegar Association), la nuova realtà nata con l’obiettivo raggruppare in una unica casa comune tutti i produttori europei di aceti. Anche la nostra Federvini tra i soci fondatori.

Con quasi 22 milioni di ettolitri spediti oltre frontiera, l'export vinicolo italiano ha superato nel 2024 il traguardo degli 8 miliardi di euro di fatturato. A certificare il risultato ISMEA che segnala come il nuovo record sia stato favorito anche dalla corsa alle scorte negli Stati Uniti, sotto la minaccia di dazi sui prodotti made in EU ribaditi da Trump, anche negli ultimi giorni.

Una crescita record del 28,5% e 1,4 miliardi di euro di export per il comparto che traina l’intero settore food&beverage nazionale: USA, Francia, Germania e UK i principali mercati. La preoccupazione che i dazi USA portino ad una brusca frenata. E la diffusione in Italia delle acque microfiltrate.

Unione Italiana Vini lancia un appello a importatori e distributori americani per affrontare insieme l’impatto economico e salvaguardare il mercato. La speranza di molti è che un intervento della diplomazia italiana ed europea possa portare ad un negoziato con gli Stati Uniti.

Nel corso della recente 10ª edizione di Beer&Food Attraction che si è confermata un punto di riferimento europeo per la Beverage & Bar Industry, la società di ricerca Circana ha diffuso i numeri del mercato degli spirits che ha raggiunto un valore di 689 milioni di euro (+6,4%).

L’XI Forum Wine Monitor segnalo un nuovo calo delle quantità di vino vendute nella GDO in Italia, tengono solo i discount a conferma di un consumatore ancora prudente nei comportamenti di acquisto. L’export cresce grazie al Prosecco ma i produttori restano in apprensione per il proprio futuro, tantopiù con la minaccia incombente di dazi.

L’elezione di Trump con le ripetute minacce di dazi verso l’Europa ha già messo in allarme molti settori produttivi alimentari italiani che temono le conseguenze per le nostre esportazioni. Tra i primi a chiedere che non si ripeta la situazione già accaduta con la precedente presidenza del magnate Usa, il mondo del vino e degli alcoli. Gli USA rappresentano il primo mercato intercontinentale di sbocco per gli spiriti italiani.

È on line il rapporto "Situazione congiunturale del settore vino in Italia nel 2024 ed esigenze rispetto alle traiettorie future" a cura di ISMEA secondo cui il 2023 ha confermato la leadership dell'Italia per export in volume davanti alla Spagna e il secondo miglior piazzamento in valore dopo la Francia, con un rafforzamento nel segmento della spumantistica. Positivi i dati 2024, in controtendenza rispetto alla dinamica mondiale.

Un consumatore su quattro ne ha acquistato uno almeno una volta negli ultimi tre mesi, circa la metà de totale prende in considerazione la possibilità di farlo in futuro. Le bevande pronto da bere sono al centro dell’ultima indagine mensile sulle abitudini degli italiani nel fuori casa, il Consumer Pulse Report di CGA by NIQ, (NielsenIQ), la principale società di consulenza per l'analisi nel settore On Premise.

Il 2024 si è rivelato un anno molto positivo per le bollicine italiane. Gli imbottigliamenti della denominazione si sono attestati per la prima volta a 660 milioni di bottiglie, con un incremento del 7% rispetto al 2023, per un valore stimato al consumo di 3,6 mld di euro.

Un’indagine dell’Istituto Espresso Italiano approfondisce il profilo del consumatore. Sette i cluster per i vari tipi di clientela: dagli esploratori di gusto, agli esteti solitari agli energici individualisti. Parole chiave, qualità, piacere personale, ma anche momenti di socialità.