EFSA ha diffuso un report che conferma l’utilizzo se si seguono le modalità già attualmente autorizzate. Non è invece confermata la sicurezza nel caso di un più ampio uso. la questione delle alte temperature.

Una nuova ricerca EFSA analizza la frequenza con cui i cittadini dell'UE consumano pesce e frutti di mare che possono contenere mercurio e il livello di conoscenza delle raccomandazioni sulla quantità di queste specie da includere nella propria dieta settimanale.

Uno studio pubblicato su Canadian Medical Association Journal con le evidenze scientifiche su oltre 179.000 persone. L’elevato consumo di frutta, legumi e verdure riduce molto il rischio di ammalarsi.

Sono stati condotti a livello europeo e hanno riacceso il dibattito, evidenziando l’associazione tra un consumo elevato di alcune sostanze e un aumento del rischio di diabete di tipo 2 e di alcuni tumori.

Una breve sintesi di un’intervista a Elisabetta Bernardi pubblicata su Carni Sostenibili fa luce sulla nuova impostazione e le linee guida del documento.

In uno studio CREA, pubblicato sulla rivista internazionale Plos One, il 97,5% dei 679 campioni di miele analizzati è risultato potenzialmente indicativo per evidenziare la presenza di patogeni negli alveari.

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha pubblicato il 9 dicembre 2025 il rapporto European Sales and Use of Antimicrobials for Veterinary Medicine (ESUAvet) che offre un quadro dettagliato sulle vendite e sull’uso di antimicrobici in medicina veterinaria nei Paesi UE, Islanda e Norvegia.

È stato presentato il Dossier “Stop Pesticidi nel Piatto” 2025, realizzato da Legambiente in collaborazione con AssoBio e il Consorzio Il Biologico. I risultati delle analisi sui residui chimici.

Il Parlamento europeo ha chiesto all’EFSA di fornire un parere scientifico sui potenziali rischi per la salute derivanti dalla loro presenza negli alimenti, nell’acqua e nell’aria.

Gli studi confermano una buona disponibilità degli italiani rispetto agli altri europei a modificare le proprie scelte per ragioni di sostenibilità. Nel caso della carne, le alternative sono viste ancora con fatica e la normativa è ancora lontana dalla chiarezza necessaria.

È una delle forme più comuni di deficit nutritivo che riguarda circa il 40% della popolazione mondiale. Nonostante l’incidenza elevata, è una problematica sottostimata per la difficoltà a riconoscerne i sintomi aspecifici. Il pesce è tra gli alimenti che ne sono più ricchi. L’apporto di ferro biodisponibile del tonno in scatola è analogo a quello del filetto.