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Secondo il 26th Annual Global CEO Survey di Pwc le minacce arrivano da: inflazione, cambiamento climatico e contesto geopolitico. La questione ambientale e quella degli sprechi tra le principali preoccupazioni.

L’analisi di PwC si concentra sulle sfide che imprese e consumatori devono affrontare e evidenzia come le preoccupazioni e le priorità siano le stesse. Il 36% degli intervistati afferma che la propria azienda non sarebbe economicamente sostenibile entro 10 anni nella direzione attuale. Il 56% crede che il rischio climatico impatterà il profilo dei costi Il 39% sostiene di aver intrapreso azioni rivolte all’innovazione di prodotti e processi climate friendly in preparazione dei rischi derivanti dal climate change Il 61% crede che il rischio climatico impatterà le supply chain

Tra le sfide citate, il climate change è una di quelle che allarma maggiormente il settore agroalimentare, nonostante la produzione alimentare sia responsabile del 26% delle emissioni globali di gas serra.

Recuperare sprechi e perdite

In Italia, emerge che lo spreco pro capite annuo è pari a 27 kg, per un valore complessivo di 9 miliardi di euro all’anno. Spreco che, se fosse portato al 10% (a fronte dell’attuale 33%) della filiera agroalimentare, comporterebbe una riduzione del 23% del terreno utilizzato adibito all’agricoltura.

Recuperare sprechi e perdite nella filiera alimentare è un obiettivo necessario. In base all’indagine di PwC Strategy& The Sustainable Food Revolution, secondo le Nazioni Unite 1/3 del cibo prodotto nel mondo, equivalente a 1,3 miliardi di tonnellate, viene sprecato a causa di ritardi ed inefficienze nella raccolta, distribuzione e vendita al dettaglio.

Erika Andreetta, Partner PwC Italia, Italy Retail & Consumer Goods Consulting Leader spiega: “Nel contesto economico attuale segnato da un alto tasso di inflazione c’è una particolare attenzione ad evitare ogni tipo di spreco. Anche le imprese del settore agroalimentare si stanno muovendo nella stessa direzione. Per evitare che circa un terzo del cibo prodotto in tutto il mondo venga sprecato, a causa di inefficienze nella raccolta, distribuzione e vendita al dettaglio, le imprese si stanno muovendo per riorganizzare le intere filiere alimentari, efficientandole con l’obiettivo di ridurre e recuperare le perdite”.

 

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