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Particolarmente adatti a conservare per lunghi periodi di tempo prodotti alimentari, gli imballaggi realizzati in acciaio (banda stagnata e lamierino sottile) e in alluminio sono stati tra le poche tipologie di confezionamento a registrare rispettivamente risultati positivi o stabili perfino nel 2020, confermando nel 2021 un andamento tendenziale in crescita. In base alle prime analisi, la categoria chiude infatti con una produzione in crescita del 4,6% circa, con 850 t/000 prodotte. Il commercio estero vede una nettissima ripresa delle importazioni (+15,6%) mentre l’export cresce del +3,9%.

Nella presente analisi non si tiene conto del movimento scorte, che ipotizziamo abbia avuto un ruolo determinante nel biennio 2020-2021; ragionando quindi sul consumo apparente, possiamo dire che il mercato interno sia stato ampiamente sostenuto sia dalle importazioni sia dalla produzione nazionale.

Sul totale degli imballaggi metallici, la rappresentatività delle due tipologie di materiale cambia a seconda che si parli di quantitativi espressi in peso oppure di valori di fatturato. Nel primo caso, gli imballaggi in acciaio rappresentano l’86% degli imballaggi metallici prodotti in Italia, mentre quelli in alluminio ne rappresentato il 14%. Se parliamo della rappresentatività espressa in valore la situazione si capovolge, dato che gli imballaggi in alluminio rappresentano ben il 65% del totale imballaggi metallici mentre quelli in acciaio ne rappresentano il 35%.

Anche il fatturato nel 2021 registra un andamento tendenziale positivo (+1%). L’anno della pandemia e del lockdown ha dato respiro alla produzione di questi imballaggi: lo stretto legame con il mondo delle conserve alimentari, specie per gli imballaggi in acciaio, è stato fondamentale. Tale influenza si è riconfermata nel 2021, alla quale si è aggiunta la ripresa dei consumi fuori casa, che ha fornito linfa vitale alle tipologie di confezionamento più vicine al mondo della ristorazione.

Quotazioni delle materie prime

Per quanto concerne l’andamento delle quotazioni delle materie prime utilizzate per produrre gli imballaggi metallici va evidenziato che, in relazione all’acciaio, ormai da qualche anno la Camera di Commercio di Milano quota solo i rottami destinati alla produzione.

Nell’arco del 2021, dopo il costante aumento dei prezzi registrato fino al mese di luglio, si sono verificati bruschi cali fino ad ottobre; da quel momento i prezzi sono risaliti, continuando con un graduale incremento fino al mese di maggio 2022. In generale le quotazioni medie relative all’anno 2021 sono risultate in crescita di oltre il 100% rispetto alle quotazioni medie del 2020.

Le quotazioni relative alla materia prima utilizzata per produrre imballaggi in alluminio hanno visto, nel 2021, un andamento più graduale, tendenzialmente in crescita ma senza grossi sbalzi. Solo nel secondo trimestre del 2022 si sono registrati cali più evidenti. Le quotazioni medie relative all’anno 2021 hanno registrati rialzi intorno al 20% per la materia prima vergine e tra il 30% e il 50% per il rottame.

Dimensioni e caratteristiche del mercato italiano

In base alle prime e non definitive elaborazioni, nel 2021 la produzione di imballaggi di acciaio si assesta intorno alle 729,5 t/000, registrando un andamento tendenziale in crescita rispetto al 2020 pari al +5%.

Per quanto riguarda il commercio estero, risulta notevole l’incremento delle importazioni, che chiudono l’anno con un tasso tendenziale di crescita del +14,6%, raggiungendo le 56 t/000 circa. Si consideri che l’83% delle importazioni è rappresentato da quelle relative agli imballaggi leggeri che, da sole, crescono di oltre il 12%. Le esportazioni crescono di un più modesto 3,3%.

Imballaggi di alluminio

Si tratta di contenitori vari per alimenti e non: lattine per bevande, scatolette per conserve alimentari, vaschette, tubetti, bombolette aerosol e flaconi (questi ultimi utilizzati soprattutto nella cosmetica). Rientrano nella categoria anche il foglio sottile di alluminio e le chiusure (capsule a vite, easy open, ecc.).

L’alluminio per la produzione degli imballaggi comprende il can stock (utilizzato nella produzione di lattine per bevande), il foil stock (impiegato per produrre foglio sottile sia le capsule), il can body (destinato a corpi scatola per food e alle pastiglie impiegate nella produzione di bombolette).

Le leghe che compongono i diversi prodotti sono innumerevoli e variano a secondo delle tipologie di produzione e dei diversi impieghi. Nel 2021 anche gli imballaggi in alluminio evidenziano un buon andamento produttivo, con un tasso di crescita che dovrebbe assestarsi intorno al +2,4%. A scandire il ritmo della crescita sono indubbiamente i contenitori. A sostenere la produzione sono state le esportazioni (+7,4%), ma ottime anche le performance delle importazioni (+18%). il consumo apparente cresce del +1,7%.

Per quanto riguarda la produzione di imballaggi di alluminio vuoti, ricordiamo che, nel 2021, il 33,3% è rappresentato dai contenitori, cui segue con il 26,2% la voce “altro”, dove facciamo rientrare il foglio sottile per chiusura yogurt, i tubetti, le capsule per rivestimento chiusure vino. Il 17,8% di share è imputabile alle chiusure, mentre il 16,1% è destinato alla categoria vaschette per alimenti.

A concludere la suddivisione, il foglio sottile con il 6,6%. Analizzando la voce “contenitori”, l’imballaggio che più si è distinto per buon andamento è stata la lattina per bevande. E questo, grazie alla ripresa dei consumi fuori casa ma anche perché “adottata” in nuovi ambiti, come per esempio il confezionamento di acqua minerale di piccolo formato che, nel 2021, ha mostrato ottimi segni di ripresa con un tasso di crescita a due cifre. In base alle elaborazioni derivate dalla Banca Dati dell’Istituto Italiano Imballaggio, che analizza anche l’andamento dei mix del packaging di circa 100 settori utilizzatori, la destinazione dei contenitori di alluminio è la seguente: 66,7% lattine per bevande, 18% scatolette per conserve alimentari, 14,5% contenitori per uso farmaceutico e cosmetico, 0,8% “altro”.

Fonte: UCIMA

 

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