È stata la preoccupazione a dominare il clima nel corso di un incontro nella sede dell'Unione degli Industriali della provincia di Parma in vista del consueto appuntamento della giornata del Made in Italy del prossimo 15 aprile.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso ha incontrato i rappresentanti dell'industria agroalimentare italiana in una atmosfera caratterizzata da una certa apprensione degli imprenditori della Food valley emiliana (tra cui Paolo Brilla, Lorenzo Beretta e Francesco Mutti) per i dazi annunciati dal presidente Usa Donald Trump.
"Chiederemo cautela nel reagire ai dazi con altri dazi per evitare un impatto negativo che colpirebbe fortemente un Paese come il nostro", ha spiegato la posizione del Governo il ministro Urso, secondo cui è poi "opportuno accelerare la stipulazione di accordi bilaterali di libero scambio per accompagnare le nostre imprese in nuovi mercati in crescita nell'area indopacifica, puntando anche all'Africa e all'America Latina". Infine "vanno previste misure compensative per i settori più esposti, e, soprattutto, bisogna puntare su una nuova politica industriale che tuteli il mercato interno".
“La giornata odierna riveste una importanza strategica per il mondo dell’industria agroalimentare e per le nostre filiere – ha dichiarato Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare - Il Made in Italy identifica l'italianità nel mondo, è uno dei migliori ambasciatori all’estero per qualità, sicurezza e sostenibilità dei prodotti com’è dimostrato dai dati dell’export, che nell’ultimo anno è cresciuto dell’8,6%. Tuttavia, le fibrillazioni che arrivano da Occidente e da Oriente ci spingono a riflettere su quali strategie dovremo adottare per restare competitivi e per continuare a incidere positivamente sul PIL nazionale”.
Dazi e sugar tax
Come industria abbiamo bisogno di certezze per poter programmare gli investimenti e di politiche nazionali e comunitarie che ci proteggano. – ha proseguito Mascarino - In questo scenario, l’eventuale applicazione dei dazi americani al nostro export ci preoccupa. Ulteriore elemento che ci preoccupa è la Sugar Tax. Per noi è fondamentale che l’introduzione della tassa venga prorogata almeno di un anno ma auspichiamo che nel corso della legislatura, e nelle future Leggi di Bilancio, si possano trovare le coperture finanziarie strutturali per eliminarla definitivamente”.
Concludo confermando che Federalimentare è pronta a collaborare con il Governo per affrontare le sfide del presente e per continuare a costruire un futuro in cui l’industria alimentare italiana possa crescere, innovare e rappresentare con orgoglio il nostro Paese nel mondo”.