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Isabella Cavaliere è Tecnologo Alimentare con 15 anni di esperienza alle spalle. La incontriamo per parlare della sua esperienza professionale.

Di cosa si occupa nel suo lavoro?

Negli ultimi 10 anni ho ricoperto il ruolo di Quality Assurance manager all’interno di uno zuccherificio. Nello specifico mi occupo di implementare i sistemi di gestione relativi a qualità e sicurezza alimentare a 360 gradi, secondo gli standard volontari e le richieste dei clienti, monitorare gli stessi (mediante audit interni) e seguire il processo di miglioramento continuo, effettuando personalmente anche la formazione e informazione all’interno delle aziende, ai fini dell’ottenimento dei certificati. Supporto le aziende nella gestione della rintracciabilità/tracciabilità dei prodotti, gestiamo i reclami/non conformità, ecc.

Nell’applicazione delle norme al suo processo, le capita di riscontrare delle particolari problematicità legate alla specificità del prodotto?

Nella produzione di un prodotto, l’obiettivo successivo al produrre un alimento sicuro e di qualità, è il processo commerciale. Quando ho iniziato a lavorare in zuccherificio, avendo tra i clienti finali le grandi industrie, il primo requisito è stato l’ottenimento della certificazione secondo uno degli schemi del GFSI. Nel caso specifico abbiamo scelto come schema volontario quello della FSSC 22000, perché ci è sembrato più flessibile rispetto ad altri, quali BRC o IFS, ma di certo non più semplice nell’applicazione. 10 anni fa lo standard FSSC era stato appena emesso ed era ancora poco conosciuto e diffuso. La decisione di seguire il percorso verso una certificazione di una norma volontaria dovrebbe considerare anche la specificità del prodotto, l’organizzazione in generale del processo e dell’azienda. Inoltre nel caso specifico dello zucchero ci sono poche norme cogenti come punto di riferimento per effettuare l’analisi dei pericoli e per i limiti critici da considerare per il prodotto stesso. Tuttavia, ci sono anche le specifiche richieste dei clienti stessi da rispettare e considerare.

Inoltre ci si può anche imbattere in particolari situazioni, in cui bisogna giustificare la non applicabilità di alcune analisi specifiche richieste dal mercato o dalle autorità locali che svolgono le verifiche secondo protocolli o regolamenti generici relativi a tutta l’industria alimentare (solitamente europea), ma che potrebbero essere di difficile attuazione sullo specifico prodotto in questione. 

 

Nella gestione delle non conformità, in che modo le sono d’aiuto la sua preparazione universitaria e l’esperienza maturata sul campo? 

Nell’ambito delle non conformità è necessario distinguere almeno due macro categorie: le non conformità di sistema e le non conformità di prodotto. Per le non conformità di sistema e documentali, rilevate soprattutto nel corso di audit da parte delle autorità, clienti ed ente di certificazione, le conoscenze acquisite durante gli studi mi sono state alquanto utili. Per le non conformità di processo e/o di prodotto ritengo invece che sia indispensabile aver maturato anche una certa esperienza sul campo. 

Nella risoluzione delle non conformità è fondamentale eseguire un’analisi approfondita delle cause delle stesse in modo quanto più analitico possibile, per poter individuare la corretta problematica che ha scaturito tale deviazione del sistema o del prodotto. In tutto questo viene in aiuto anche il supporto da parte del team perché in azienda ogni figura, dal responsabile di produzione all’operaio che lavora in linea, può aiutarti con la sua esperienza, segnalando tempestivamente le anomalie che vengono rilevate nel corso della produzione. Ribadisco nuovamente che la comunicazione a tutti i livelli è imprescindibile ed è importante diffondere la cultura della qualità e food safety all’interno dell’azienda, per attuare le opportune azioni preventive anziché correttive.

Aspetto non trascurabile è inoltre la comunicazione trasparente con il cliente laddove ci siano ripercussioni anche sul prodotto finale o in fase di audit.

 

Silvia Monguzzi

Esperta in Scienze e Tecnologie alimentari

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